La monumentale “Marina” di Vincenzo Martinelli si inserisce pienamente nella tradizione del paesaggio settecentesco bolognese, declinato secondo una sensibilità scenografica e luministica aggiornata ai modelli europei. Attivo tra Bologna e l’Italia centrale nella seconda metà del XVIII secolo, Martinelli fu noto soprattutto come paesaggista e decoratore, capace di coniugare veduta, fantasia architettonica e atmosfera narrativa.
In quest’opera, infatti, l’artista costruisce una ampia veduta costiera dominata da una torre fortificata, attorno alla quale si sviluppa una vivace scena portuale. Tuttavia, il fulcro non è soltanto architettonico: al contrario, lo spazio è animato da pescatori, imbarcazioni e figure quotidiane, che conferiscono ritmo e misura alla composizione. Inoltre, la disposizione delle masse – scogliera a sinistra, architettura a destra, apertura sul mare al centro – guida lo sguardo verso l’orizzonte, creando profondità prospettica.
La luce, morbida e diffusa, definisce i volumi e unifica cielo e acqua in una tonalità atmosferica coerente. Di conseguenza, l’opera riflette un equilibrio tra osservazione naturalistica e costruzione ideale, tipico del gusto tardo barocco e pre-neoclassico.
Pertanto, questa “Marina” non rappresenta soltanto un paesaggio, ma testimonia il ruolo di Vincenzo Martinelli nel rinnovamento della pittura di veduta a Bologna, in dialogo con la tradizione emiliana e con l’eredità della grande pittura di paesaggio europea.
Descrizione: Tempera su tela, H cm 255×220.
Pubblicazione: Opera pubblicata in ‘Pittura Bolognese 1650-1800 Dal Cignani ai Gandolfi’, Renato Roli – Edizioni Alfa Bologna 1977 – tav. “377a -V. Martinelli e P. Fancelli, Marina, già al Lavino (Bo), Villa Tacoli Coccapani’.
Aggiudicato: € 11.160,00
Asta 26 – 28 Novembre 2018 – DIPINTI ANTICHI E DEL XIX – XX SECOLO
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