L’opera appartiene alla serie “Le calbane vecchie” e rappresenta una delle testimonianze più significative della fase matura dell’artista. Dal punto di vista formale, la composizione di “Un’anguria americana assassinata sul campo” è dominata da una massa organica verde, riconducibile all’anguria del titolo, collocata al centro di una superficie pittorica densa e vibrante, che cattura immediatamente lo sguardo dell’osservatore. Tuttavia, il soggetto naturale viene trasformato in un corpo ferito, attraversato da una lacerazione che introduce un evidente riferimento alla violenza, non solo fisica ma anche simbolica. Inoltre, la texture circostante, resa attraverso pennellate filamentose e stratificate, richiama una materia quasi epidermica, suggerendo una tensione costante e irrisolta tra natura e artificialità, tra vitalità e aggressione.
Mattia Moreni, figura centrale dell’arte italiana del secondo Novecento, attraversò Informale, Nuova Figurazione e sperimentazioni radicali legate al rapporto uomo-natura, sviluppando nel tempo un linguaggio sempre più diretto e problematico. In particolare, negli anni Sessanta, la sua ricerca si concentra su una visione critica e inquieta del progresso, spesso rappresentata attraverso immagini di distruzione organica e alterazione della forma. Pertanto, “Un’anguria americana assassinata sul campo” non è solo una natura morta, ma una metafora visiva della degenerazione ambientale e culturale, che riflette, con lucidità, le contraddizioni della modernità contemporanea.
Descrizione: Olio su tela, reca titolo, data e firma in basso sulla tela e al retro, H cm 130×130 – con cornice H cm 133,5×133.
Provenienza: Collezione Privata – Pisa.
Aggiudicato: € 16.875,00
Asta 89 – 16 Dicembre 2025 – Arte Moderna e Contemporanea
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