“Rebecca al pozzo” raffigura un episodio tratto dal Libro della Genesi (24, 10-20), in cui il servo di Abramo incontra Rebecca presso il pozzo e ne riconosce la virtù attraverso il gesto dell’acqua offerta. In questa interpretazione, Giulio Carpioni traduce il racconto biblico in una scena articolata ma equilibrata, dove la narrazione si sviluppa attraverso gesti misurati e sguardi eloquenti.
Al centro della composizione emerge la figura di Rebecca, colta nell’atto di versare l’acqua, mentre attorno a lei si dispongono i personaggi secondari, animali e oggetti quotidiani. Inoltre, la presenza del gregge e dei recipienti sottolinea il valore simbolico dell’ospitalità. Tuttavia, l’artista evita effetti teatrali eccessivi, preferendo una narrazione chiara e leggibile.
Formatosi tra Venezia e Vicenza, Carpioni assimilò la lezione del colorismo veneto e la tradizione figurativa emiliana. Di conseguenza, la scena unisce una tavolozza calda e armoniosa a una costruzione compositiva ordinata. Allo stesso tempo, la luce modella i volumi con delicatezza, mentre i panneggi rivelano attenzione al dato naturale.
Attivo nel pieno Seicento, Carpioni fu apprezzato sia come pittore sia come incisore. Pertanto, in quest’opera si coglie la sua capacità di fondere racconto sacro e sensibilità narrativa, secondo un gusto colto ma accessibile. In definitiva, “Rebecca al pozzo” testimonia una pittura che coniuga devozione, equilibrio formale e attenzione alla dimensione umana del testo biblico.
Descrizione: Olio su tela, H cm 52.5×80.
Aggiudicato: € 5.952,00
Asta 17 – 22 Settembre 2017 – Arredi – Design – Dipinti Antichi e del XIX-XX secolo – Oggetti d’arte
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