Realizzata nel 1962, “Continuo 28” rappresenta un momento centrale nella ricerca di Gastone Biggi, artista tra i fondatori del gruppo Forma 1 e figura chiave dell’astrazione italiana del secondo dopoguerra. In questi anni, infatti, Biggi sviluppa il ciclo dei “Continui”, in cui indaga il rapporto tra segno, ritmo e spazio pittorico.
La superficie dell’opera è costruita attraverso una fitta trama di moduli ripetuti, che si dispongono in sequenze regolari ma non rigidamente meccaniche. Tuttavia, questa reiterazione non genera staticità; al contrario, produce una vibrazione visiva costante, in cui l’occhio è guidato lungo un campo dinamico. Inoltre, l’uso del colore, dominato da toni accesi come l’arancio e il nero, contribuisce a creare un forte contrasto, accentuando il senso di profondità e movimento.
Biggi, coerentemente con la sua formazione teorica, concepisce la pittura come un sistema strutturato. Di conseguenza, “Continuo 28” non è una semplice composizione decorativa, ma una riflessione sul tempo e sulla continuità del segno, inteso come elemento capace di estendersi idealmente oltre i limiti della tela. Allo stesso tempo, la presenza di variazioni minime all’interno della ripetizione introduce una dimensione sensibile e non puramente matematica.
Pertanto, l’opera si inserisce pienamente nel contesto delle ricerche astratte degli anni Sessanta, mantenendo una forte coerenza con i principi di Forma 1. Inoltre, testimonia la volontà dell’artista di coniugare rigore formale e percezione visiva, elementi che definiscono la sua produzione più matura.
Descrizione: Olio su tela, firmato e datato al retro G Biggi 1962 e titolato ‘Continuo 28’, H cm 50×70.
Aggiudicato: € 5.796,00
Asta 30 – 22 Maggio 2019 – Arte Moderna e Contemporanea
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