“Venezia al tramonto” conferma il ruolo di protagonista di Carlo Grubacs nella veduta veneziana ottocentesca. Nato a Perasto nel 1801 e attivo stabilmente a Venezia, l’artista si inserisce nella tradizione avviata da Canaletto e Francesco Guardi; tuttavia, ne rielabora i modelli in chiave pienamente romantica, privilegiando l’atmosfera e la vibrazione luminosa.
In quest’opera, il Bacino di San Marco si apre in una veduta ampia e ordinata, dove emergono con chiarezza il Palazzo Ducale, il Campanile e la Basilica della Salute sullo sfondo. Tuttavia, il vero protagonista è il tramonto, che avvolge la scena in una luce calda e dorata. Inoltre, le acque calme riflettono le architetture e le imbarcazioni, creando un equilibrio visivo che guida lo sguardo in profondità.
Le gondole e le piccole barche, distribuite con attenzione nello spazio, introducono un elemento narrativo discreto. Allo stesso tempo, la presenza delle figure contribuisce a restituire la dimensione quotidiana della città lagunare. Di conseguenza, la veduta non è soltanto una rappresentazione topografica, ma diventa un’immagine evocativa, destinata anche al collezionismo internazionale del Grand Tour.
Grubacs, infatti, seppe coniugare precisione architettonica e sensibilità atmosferica. Pertanto, “Venezia al tramonto” testimonia una fase matura della sua produzione, in cui la luce serale diventa strumento poetico e identitario.
Descrizione: Olio su tela, firmato in basso a destra C. Grubacs, H cm 29×36.
Aggiudicato: € 11.160,00
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