Il dipinto “Maddalena penitente e due angeli”, riferito all’ambito di Bartolomeo Schedoni, si inserisce nel contesto della pittura emiliana tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento, periodo segnato da una forte attenzione alla resa degli affetti e alla dimensione intima del soggetto sacro. Schedoni, attivo tra Modena e Parma, fu un artista vicino alla cultura dei Carracci e alla tradizione correggesca, distinguendosi per un linguaggio caratterizzato da morbidezza luministica, intensità emotiva e forte senso teatrale.
In quest’opera, la figura della Maddalena è rappresentata in atteggiamento raccolto e penitente, con lo sguardo rivolto verso l’alto e le mani trattenute in un gesto di meditazione. Tuttavia, la scena non assume un tono drammatico eccessivo: al contrario, privilegia una spiritualità composta, resa attraverso il rapporto silenzioso tra la santa e i due angeli che la accompagnano.
Inoltre, la composizione concentra l’attenzione sulla figura principale, emergente da un fondo scuro e avvolgente. La luce morbida, distribuita sul volto, sulle mani e sulle vesti, contribuisce infatti a costruire un’atmosfera devozionale intensa ma misurata. Anche la presenza degli angeli introduce un elemento di consolazione e rafforza il significato religioso dell’immagine.
D’altra parte, il riferimento all’ambito di Bartolomeo Schedoni permette di leggere l’opera entro una cultura figurativa attenta alla dolcezza degli affetti e alla resa naturale dei sentimenti sacri. Nel complesso, “Maddalena penitente e due angeli” rappresenta un esempio significativo di pittura devozionale emiliana, in cui intimità, luce e partecipazione emotiva convivono in equilibrio.
Descrizione: Olio su tela applicata a cartone, H cm 48×39,5 – con cornice H cm 65,5×56,5.
Aggiudicato: € 2.500,00
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