Casa d'Aste Bologna - Palazzo Brazzetti

Design

Ignazio Gardella per Gavina, coppia di poltrone "Digamma" con struttura in acciaio, finiture in ottone e rivestimento in velluto, 1957.
Louise Sue e André Mare, credenza demi-lune in stile Art Déco con intarsi policromi e piano in marmo.
Alessandro Mendini, tavolo "Golden Gate" con piano in cristallo inciso e base laccata rossa, 2008.
Mario Ceroli per Poltronova, tavolo da pranzo "Rosa dei Venti" in legno di pino della serie "Mobili nella Valle", anni Settanta.
Henri Fernandez, “Grande Palma”, Produzione Francese, fine Anni ‘70.
Carlo Bugatti, specchiera in legno, pergamena decorata, rame martellato e vasca portafiori in zinco, inizi del XX secolo.
Cleto Munari, tavolo "FIST" con piano in cristallo e base a pugno in ceramica rivestita in foglia oro, 2014.
Mimmo Paladino per Cleto Munari, credenza "Battaglia di San Romano" in legno laccato con lance in metallo, 2010.
Console Up & Up in marmo di Carrara con doppio piano, produzione italiana, anni Settanta.
Giuseppe Rivadossi, tavolo-scultura "Blocco Galla" in legno massello, 1968.
Massimo e Lella Vignelli, tavolo "Ambiguità" in marmo, prodotto da Casigliani, 1983.
Mario Schifano, "Per costruzione di oasi", scultura in lamina di ferro, 1979.
Michel Ducaroy per Ligne Roset, set "Togo" composto da due divani, poltrona e pouf in pelle nera, anni Settanta.
Mario Ceroli per Poltronova, letto matrimoniale "La Bocca della Verità" in massello di pino russo, 1972.
Marcello Morandini, seduta "Posseduta" in legno laccato bianco e nero, edizione limitata, 2010.
Gino Sarfatti per Arteluce, tre lampade da terra Mod. 1073 in alluminio, acciaio cromato e ghisa laccata, 1956.
Meret Oppenheim per Simon Gavina, tavolo "Traccia" con piano rivestito in foglia d'oro zecchino e base in bronzo fuso, anni Ottanta.
Hiroyuki Toyoda, tavolo "Bisanzio 165" per Simon International con piano bicolore nelle tonalità dell'azzurro e struttura in acciaio cromato.
Alain Delon, mobile stereo "AD800" del 1975 con struttura in ottone, console in acrilico fumé e impianto hi-fi integrato Thorens, B&O e Sony.
Gio Ponti per Fontana Arte, lampada da terra orientabile modello "1967" con base in vetro e struttura in ottone, anni Sessanta.
Colombo Stile Milano, credenza a tre ante in radica e legno massello intarsiato a mano, anni Ottanta.
Arpex International, paravento "Roxy" a cinque ante in canna d'India con specchi e retro in paglia intrecciata, anni Settanta.
Alain Delon per Maison Jansen, credenza AD363 a tre ante in radica di erable con struttura in metallo cromato, ottone e rame, 1972.
Roberto Matta, "Ergastolano della luce", sedia-scultura antropomorfa in multistrato, edizione 2/10.
Tavolo "Gerbe de blé" attribuito a Robert Goossens con base in ferro battuto dorato a fascio di spighe e piano in vetro con foglia d'oro.
Specchio della collezione "Borneo" di Arpex International in bambù e paglia intrecciata, Roma, anni Settanta.
Marzio Cecchi, lampada da tavolo "Porcospino" per Casey-Fantin, Firenze, 1973, in metallo cromato e plexiglass trasparente.
Mimmo Paladino, vaso "Agamennone" realizzato dalla Bottega Gatti in maiolica policroma, 2004.
Gio Ponti per Cassina, coppia di sedute con braccioli in legno, rivestimento in skai rosso e puntali in ottone.
Vivai del Sud, sei tavolini modulari in canna e rattan nero intrecciato, Italia, anni Settanta.
Ico Parisi per MIM, scrivania da centro modello "Terni" in palissandro e teak, anni Sessanta.
Gae Aulenti per Artemide, lampada da tavolo "Mezzo Oracolo" con diffusore sferico in vetro opalino, anni Settanta.
Carlo Giorgi per Bottega Gadda, lampada da tavolo "Ippocastano" in ottone lucido con foglie in ottone martellato, Milano, anni Settanta.
Rara lampada da tavolo "Struzzi" di Gabriella Crespi in metallo dorato con uovo di struzzo, anni Settanta.
Vaso "Yantra 31" di Ettore Sottsass per EAD Italia in ceramica bianca, 1969.
Rara lampada da tavolo "Corno" di Gabriella Crespi in corno naturale e ottone, circa 1970.

Il Dipartimento di Design rappresenta oggi uno dei settori più dinamici e in crescita di Gregory’s Casa d’Aste, capace di attirare un interesse sempre più marcato da parte di collezionisti, professionisti e appassionati, appartenenti anche a una clientela più giovane, sensibile ai linguaggi dell’abitare contemporaneo. In particolare, con 2-3 appuntamenti annuali dedicati, il dipartimento si occupa della selezione, dello studio e della valorizzazione di opere e arredi di design.

In primo luogo, gran parte delle opere trattate proviene da collezioni private, spesso frutto di raccolte costruite nel tempo con gusto, coerenza e sensibilità. Inoltre, la valorizzazione richiede un lavoro accurato e condiviso, fondato sullo studio e sulla conoscenza del mercato. Infatti, ogni opera viene analizzata attraverso un esame che considera bibliografia, stato di conservazione e confronto con i risultati ottenuti da opere dello stesso designer o artista. Di conseguenza, è possibile definirne con precisione l’inquadramento e formulare una valutazione coerente, pensata per esprimerne al meglio il potenziale in asta. Infine, Gregory’s concorda con la proprietà una riserva, definita sulla base delle caratteristiche dell’oggetto e delle dinamiche di mercato, con l’obiettivo di tutelarne il valore.

Allo stesso modo, un ruolo centrale è riservato alla presentazione in catalogo. In particolare, fotografie dettagliate e descrizioni complete costituiscono strumenti fondamentali per restituire al meglio la qualità delle opere. Inoltre, permettono di intercettare l’interesse di collezionisti e operatori del settore, all’interno di un mercato sempre più attento e selettivo.

L’attività del dipartimento si sviluppa inoltre in stretta collaborazione con i conferenti, attraverso un servizio completo e altamente qualificato che prende avvio dalle valutazioni gratuite e accompagna il cliente in tutte le fasi del processo. Allo stesso tempo, a questo si affianca un supporto puntuale anche per gli acquirenti, soprattutto nelle fasi successive all’aggiudicazione. Infatti, Gregory’s offre assistenza nella richiesta di preventivi di spedizione e nell’organizzazione di trasporti specializzati, con possibilità di consegna sia in Italia sia all’estero. Infine, particolare attenzione è dedicata alla gestione delle pratiche di esportazione, un aspetto fondamentale per un settore che dialoga con un pubblico sempre più internazionale.

Inoltre, il Dipartimento si avvale della collaborazione di Damiano Baffa, esperto di design, che affianca il team nella selezione e nello studio delle opere. In particolare, il suo contributo, fondato su una consolidata esperienza nel settore, supporta l’attività di ricerca, il processo di valutazione, la redazione di descrizioni adeguate e il posizionamento strategico dei lotti sul mercato. Di conseguenza, questa collaborazione offre un ulteriore livello di approfondimento.

Nel corso delle sue vendite, il Dipartimento di Design ha ottenuto risultati significativi. Per esempio, si distinguono importanti arredi del secondo Novecento e del design italiano e internazionale, a partire dalla coppia di poltrone “Digamma” di Ignazio Gardella per Gavina (1957), venduta a € 14.260, esempio emblematico del razionalismo italiano applicato al design. Inoltre, di grande eleganza è anche la produzione francese del primo Novecento, rappresentata dalla credenza a demi-lune di Louis Süe e André Mare, aggiudicata a € 11.970.

Allo stesso modo, particolarmente significativa è la presenza di figure centrali del design e dell’arte italiana contemporanea, come il tavolo “Golden Gate” di Alessandro Mendini (2008), battuto a € 10.880, e il tavolo “Rosa dei Venti” di Mario Ceroli, anni ’70, venduto a € 10.625. Infatti, queste opere riflettono un approccio sperimentale, libero e fortemente espressivo. Inoltre, nello stesso ambito si collocano il tavolo “Ambiguità” di Massimo e Lella Vignelli, espressione di un linguaggio essenziale e concettuale, e la credenza “Corinto” di Ferdinando Meccani per Atelier Meccani, che testimonia una ricerca progettuale attenta alla materia e alla qualità artigianale. Infine, in questa direzione si inserisce anche la credenza “Battaglia di San Romano” di Mimmo Paladino (2010), aggiudicata a € 5.376, a conferma del dialogo sempre più fertile tra arte contemporanea e arredo.

In particolare, di notevole rilievo è il crescente interesse per le opere di Carlo Bugatti, tra cui una raffinata seduta da centro, venduta a € 9.600, uno scrittoio realizzato tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, aggiudicato a € 8.680, e una specchiera del XX secolo, aggiudicata a € 7.068. Nel complesso, questi lavori costituiscono esempi dell’inconfondibile linguaggio decorativo dell’autore, sospeso tra esotismo e Art Nouveau.

Il dipartimento comprende inoltre significative presenze della produzione artistica e decorativa europea del secondo Novecento. Per esempio, tra queste figurano “Grande Palma” di Henri Fernandez, produzione francese della fine degli anni ’70, aggiudicata a € 8.680, la credenza a due ante AD362 di Alain Delon per Maison Jansen (1972), venduta a € 4.092, e la console in marmo di Carrara di Up & Up, produzione italiana dello stesso periodo, aggiudicata a € 4.216. Inoltre, in questo contesto si inserisce il tavolo-scultura “Blocco Galla” di Giuseppe Rivadossi (1968), battuto a € 6.572. Infine, la scultura in grès smaltato di forma astratta di Carlo Zauli (1968), venduta a € 5.544, conferma l’interesse del dipartimento per opere al confine tra design, decorazione e scultura.

Accanto al design storico, trovano spazio anche esperienze più recenti e contemporanee. In particolare, arredi e sedute divenuti vere e proprie icone del vivere moderno, come il tavolo da pranzo “Mod Table” di Tosco Ticciati, appartenente alla collezione “Botania”, caratterizzata dall’uso di materiali ricercati e da una forte attenzione alla componente materica e artigianale. Inoltre, è presente il celebre modello “Togo” di Michel Ducaroy per Ligne Roset, esempio di un design informale e innovativo che continua a esercitare un forte richiamo sul collezionismo e sul gusto contemporaneo.

Allo stesso modo, uno spazio di rilievo è occupato dal design dell’illuminazione, con opere firmate da protagonisti come Gino Sarfatti, di cui si ricorda una serie di tre lampade da terra modello 1073 per Arteluce (1956), e Gio Ponti per Fontana Arte, con una lampada da terra orientabile modello “1967” degli anni ’60. Nel complesso, questi lavori rappresentano esempi significativi di una ricerca progettuale capace di coniugare eleganza formale, innovazione tecnica e qualità esecutiva.

Infine, nel tempo, l’acquisizione di opere provenienti da importanti raccolte private ha consentito a Gregory’s di consolidare una clientela di collezionisti e appassionati di design a livello nazionale e internazionale. Infatti, il design, per sua natura, parla un linguaggio fortemente globale e intercetta un pubblico ampio e trasversale, attento tanto ai grandi maestri del Novecento quanto alle ricerche più contemporanee. Di conseguenza, le aste del dipartimento offrono ai conferenti la possibilità di presentare le proprie opere in un ambiente qualificato e competitivo. Inoltre, questo contesto è capace di amplificarne la visibilità sul mercato internazionale e di favorire risultati di vendita rilevanti.

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