Il dipinto “Selene e Endimione” di Girolamo Donnini rappresenta un raffinato esempio della pittura bolognese del primo Settecento, ambito in cui l’artista si distinse per una sensibilità elegante e misurata, erede della grande tradizione classicista emiliana. Formatosi nell’ambiente di Carlo Cignani, Donnini sviluppa infatti uno stile caratterizzato da equilibrio compositivo, morbidezza luministica e attenzione alla resa psicologica delle figure.
In quest’opera, il tema mitologico di Selene ed Endimione viene interpretato con tono intimo e raccolto. La dea, riconoscibile per la sua posa composta e il gesto delicato, si avvicina al giovane Endimione colto nel sonno, creando un dialogo silenzioso e sospeso. La costruzione delle figure è armoniosa, con corpi modellati attraverso passaggi tonali morbidi e una luce diffusa che accarezza le superfici senza contrasti eccessivi.
Inoltre, la composizione si sviluppa secondo un impianto bilanciato: da un lato la verticalità della figura femminile, dall’altro la postura abbandonata di Endimione, che introduce una linea diagonale capace di animare la scena. I panneggi, trattati con grande cura, contribuiscono a definire i volumi e a conferire eleganza all’insieme.
D’altra parte, il soggetto mitologico consente a Donnini di esplorare temi come il sonno, il desiderio e la dimensione onirica, senza tuttavia indulgere in eccessi drammatici. Nel complesso, “Selene e Endimione” si configura come un’opera che unisce grazia formale e controllo espressivo, offrendo una lettura coerente della cultura figurativa bolognese del tempo.
Descrizione: olio su tela, H cm 147×116.
Aggiudicato: € 31.980,00
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