“Ritrovamento di Mosè”, riferito alla scuola di Luca Giordano, si colloca tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, in un contesto ancora fortemente legato alla pittura barocca napoletana. L’opera riprende un episodio dell’Antico Testamento: il momento in cui Mosè, abbandonato in una cesta sulle acque del Nilo, viene ritrovato dalla figlia del faraone e affidato alle cure delle donne presenti.
La scena è costruita con un impianto ampio e teatrale. A sinistra, il bambino è sostenuto da due figure femminili, mentre a destra la principessa, riccamente vestita, tende le braccia verso di lui. Inoltre, la presenza dei giovani paggi e del paesaggio scuro sullo sfondo contribuisce a creare una narrazione articolata, ma ben leggibile.
Dal punto di vista stilistico, il dipinto richiama l’ambito di Luca Giordano per il dinamismo dei gesti, la morbidezza dei panneggi e l’uso espressivo della luce. I contrasti cromatici, in particolare tra gli incarnati chiari, il rosso delle vesti e l’azzurro del manto, guidano lo sguardo verso i protagonisti della scena.
Tuttavia, l’opera non si limita alla semplice illustrazione dell’episodio biblico. La composizione sottolinea infatti il tema della salvezza e della provvidenza, trasformando il ritrovamento di Mosè in una scena di forte valore narrativo e devozionale. Nel complesso, il dipinto rappresenta un esempio significativo di pittura religiosa barocca, capace di unire racconto, teatralità e qualità decorativa.
Descrizione: Olio su tela, fine del secolo XVII – inizio del secolo XVIII, H cm 173×216.
Aggiudicato: € 8.610,00
Asta 5 – 17 Aprile 2015 – Arredi – Dipinti – Sculture – Oggetti d’arte
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