“Ritrovamento di Mosè”, importante opera della Scuola di Luca Giordano

Scuola di Luca Giordano (1634–1705), “Ritrovamento di Mosè”.

“Ritrovamento di Mosè”, riferito alla scuola di Luca Giordano, si colloca tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, in un contesto ancora fortemente legato alla pittura barocca napoletana. L’opera riprende un episodio dell’Antico Testamento: il momento in cui Mosè, abbandonato in una cesta sulle acque del Nilo, viene ritrovato dalla figlia del faraone e affidato alle cure delle donne presenti.

La scena è costruita con un impianto ampio e teatrale. A sinistra, il bambino è sostenuto da due figure femminili, mentre a destra la principessa, riccamente vestita, tende le braccia verso di lui. Inoltre, la presenza dei giovani paggi e del paesaggio scuro sullo sfondo contribuisce a creare una narrazione articolata, ma ben leggibile.

Dal punto di vista stilistico, il dipinto richiama l’ambito di Luca Giordano per il dinamismo dei gesti, la morbidezza dei panneggi e l’uso espressivo della luce. I contrasti cromatici, in particolare tra gli incarnati chiari, il rosso delle vesti e l’azzurro del manto, guidano lo sguardo verso i protagonisti della scena.

Tuttavia, l’opera non si limita alla semplice illustrazione dell’episodio biblico. La composizione sottolinea infatti il tema della salvezza e della provvidenza, trasformando il ritrovamento di Mosè in una scena di forte valore narrativo e devozionale. Nel complesso, il dipinto rappresenta un esempio significativo di pittura religiosa barocca, capace di unire racconto, teatralità e qualità decorativa.

Descrizione: Olio su tela, fine del secolo XVII – inizio del secolo XVIII, H cm 173×216.

Aggiudicato:  8.610,00

Asta 5 – 17 Aprile 2015 – Arredi – Dipinti – Sculture – Oggetti d’arte

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