“Natura morta con gatto, pesci, ostriche, vasellame”, attribuita a Giovanni Rivalta, si inserisce nella tradizione della natura morta italiana tra XVIII e XIX secolo, con un soggetto costruito attorno alla rappresentazione di alimenti, oggetti domestici e animali. L’opera rivela infatti un’attenzione precisa alla resa del vero, ma anche alla composizione scenica degli elementi, disposti secondo un equilibrio studiato.
In primo piano compaiono pesci, ostriche e limoni, descritti con cura nella diversa consistenza delle superfici: la pelle lucida dei pesci, la materia irregolare delle conchiglie e la luminosità degli agrumi creano un insieme vario e ben articolato. Tuttavia, l’elemento più vivo della scena è il gatto, raffigurato mentre osserva il pesce con atteggiamento vigile. La sua presenza introduce una nota narrativa, trasformando la natura morta in un episodio domestico sospeso.
Inoltre, il vasellame sul fondo e il cesto con verdure contribuiscono a definire un ambiente quotidiano, probabilmente legato alla cucina o alla dispensa. Il fondo scuro concentra l’attenzione sugli elementi illuminati, valorizzando i contrasti e la profondità della composizione.
Nel complesso, l’opera rappresenta un esempio interessante di natura morta con animali, capace di unire osservazione naturalistica, gusto decorativo e racconto domestico in una scena semplice ma efficace.
Descrizione: Olio su tela, H 58,5×80 cm.
Aggiudicato: € 4.920,00
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