La “Veduta del Bacino di San Marco” di Francesco Tironi si inserisce pienamente nella tradizione veneziana del vedutismo settecentesco, genere che trovò ampia diffusione grazie alla richiesta del Grand Tour. Attivo a Venezia nella seconda metà del XVIII secolo, Tironi è documentato come pittore e incisore; inoltre, collaborò con Antonio Sandi alla celebre serie di incisioni dedicate alle vedute della città, confermando la sua attenzione alla resa topografica e prospettica.
In quest’opera, il Bacino di San Marco è rappresentato con precisione architettonica: si riconoscono il Palazzo Ducale, la Piazzetta con la Libreria Marciana e il Campanile di San Marco, disposti secondo un impianto equilibrato. Tuttavia, la scena non è soltanto descrittiva. Infatti, le imbarcazioni che animano le acque e la presenza del Bucintoro introducono un elemento narrativo che rimanda alle cerimonie ufficiali della Serenissima. Di conseguenza, la veduta assume anche un valore celebrativo.
La luce chiara e diffusa, inoltre, definisce con nitidezza i volumi architettonici, mentre il cielo ampio contribuisce a dilatare lo spazio. Allo stesso tempo, la superficie dell’acqua riflette i toni azzurri e verdi, creando un effetto di continuità atmosferica.
Pertanto, l’opera testimonia la capacità di Tironi di coniugare fedeltà topografica e sensibilità luministica, in linea con la cultura figurativa veneziana tardo-settecentesca. In conclusione, questa veduta rappresenta un documento visivo significativo della Venezia pre-napoleonica, colta nel pieno della sua identità urbana e simbolica.
Descrizione: Olio su tela, H cm 68×92.
Aggiudicato: € 64.480,00
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