Casa d’aste a Palazzo Brazzetti

Già documentato nel 1500, contrassegnato con il civico 113 nel Catasto Boncompagni, il Palazzo, detto oggi Brazzetti fu di proprietà della Famiglia Galli di Bibiena, famosi architetti, pittori e quadraturisti, inventori di prospettive. In questo stesso Palazzo, nel 1743, morì il famoso Ferdinando Bibiena.

Successivamente appartenne ai Conti Scarselli ed infine pervenne ai Brazzetti, dei quali, tuttora, ne porta il nome.

Della struttura cinquecentesca restano oggi ben poche tracce ravvisabili nelle merlature in cotto e arenaria dei due cortili principali e nella colonna con capitello in macigno incassata in una parete esterna dello scalone nel primo cortile; altre tracce, con decorazioni, nelle volte cinquecentesche delle stanze al piano terreno.

Il Bassano, studioso erudito di arte Bolognese e autore di una guida tra le più precise mai realizzate in Bologna, parla così del Palazzo:

… Questa era della Famiglia delli rinomati Bibiena, la quale fu fabbricata da fondamenti [profondamente ristrutturata] a spese di Gio. Maria Galli, detto Bibiena, …, e compita da Ferdinando, famoso Architetto civile, e Pittore. Sotto il portico la Lunetta [oggi scomparsa] con la Madonna e i Santi sono gi Gio. Maria Bibiena. La Loggia di ingress, e Scala, è architettata da Ferdinando Bibiena. Superiormente la Madonna sopra l’uscio è di Tiburzio Passerotti fatta dipingere dai Gaggi, quando erano anticamente padroni di questa Casa. Nella Sala il Plafone dimostrante la Dea Flora [tuttora esistente] è di Gio. Battista Bibiena, e le sculture in gesso sono del Bonaveri. Nella Camera sopra il camino con L’Incendio di Troia [non più esistente] è del suddetto Ferdinando Bibiena;ed il dipinto d’architettura della Camera è d’Ognibene [tuttora esistente].”

Nelle stanze attigue, troviamo ora decorazioni a tempera con putti e allegorie, scene di paese e quadrature di diversi autori del XIX secolo, tutte di pregevole fattura.

Nelle stanze attigue al Salone, sia a levante sia a meridione, si può supporre che l’opera di restauro e ridipintura realizzata nell’Ottocento abbia comunque mantenuto inalterate alcune caratteristiche, ravvisabili nelle quadrature architettoniche, probabilmente realizzate e volute dai Bibiena.